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domenica, 04 novembre 2007

First Descent

La neve che si stacca con un sibilo che squarcia la percezione dei brividi, all’improvviso si avverte la sensazione di avere qualcosa di mastodontico sulla testa. Solo allora si può creare un solco e striare l’orizzonte come se fosse marmo perfetto.

Le briciole del marmo vituperato scorrono di fianco, le scintille della lama affilata che luccicano dietro, la prossima cresta immortalata che ti sorride davanti e oltre…..la culla della valle che ti aspetta nella nebbia e una grande rincorsa per sollevarla come un mare biblico. 


postato da: Baysound alle ore 10:46 | link | commenti (3)
categorie: deliri, magic moment
domenica, 21 ottobre 2007

Space Diving

Lo space diving, l’ultimo sport estremo
Consiste nel lanciarsi con un paracadute da un razzo spaziale oltre l’atmosfera terrestre

Diventare Superman per un giorno. Per chi cerca emozioni alla Clark Kent, come volare nel vuoto alla velocità di mille chilometri all’ora e galleggiare in assenza d’aria senza avvertire il senso della caduta, presto sarà disponibile lo space diving, il tuffo spaziale. Il nuovo sport che consiste nel lanciarsi con un paracadute da un razzo spaziale, oltre l’atmosfera terrestre, di sicuro manderà in estasi gli appassionati di bungee-jumping. Ma, secondo la rivista New Scientist, per praticarlo bisognerà aspettare il 2009, quando sarà pronta l’attrezzatura necessaria, costituita da tuta pressurizzata, razzo per un passaggio tra le stelle e strumenti per il monitoraggio delle condizioni fisiologiche e il controllo della temperatura corporea. I cacciatori di brividi già ne degustano la scarica di adrenalina: prima un dolce lievitare nel nulla, poi una corsa a mo’ di proiettile verso il suolo.

IL PIONIERE - Chi lo ha già sperimentato, come il capitano dell’aeronautica americana Joe Kittinger, assicura che ne vale la pena. Eppure per Kittinger non si è trattato di un vero e proprio svago: quando si è tuffato nel 1960, a 31 chilometri da terra, aveva il guanto squarciato e ha rischiato la vita per la decompressione. Allora il lancio non è stato annullato perché lui ha taciuto il danno alla protezione e con grande sangue freddo si è arrangiato: ha isolato il manicotto e stretto i denti fino all’atterraggio, mentre osservava la mano gonfiarsi come un pallone. La discesa, con l’apertura del paracadute a 5 chilometri dal suolo, è durata 13 minuti e 45 secondi, ma ci sono volute quattro ore per rivedere la sua mano tornare di dimensioni normali. Quel progetto si chiamava Excelsior e al posto del razzo c’era un pallone aerostatico.

IL RECORD – Manca poco alla sperimentazione. All’inizio si tufferanno manichini e da un altezza di 37 km, qualche lunghezza in più di Kittinger giusto per sbriciolare il suo record, poi si salirà gradualmente fino a 100 chilometri dalla Terra e saranno gli stessi progettisti a testare l’ebbrezza del volo sulla propria pelle. L’obiettivo è quello di partire ancora più in su, magari dalla Stazione spaziale internazionale, orbitante a 350 chilometri d'altezza. A quel punto lo shuttle andrà in pensione: per rientrare a casa ogni astronauta dovrà semplicemente indossare la sua tuta di space diving e aprire il portello.

Paola Caruso
20 ottobre 2007

l'articolo completo su corriere.it


postato da: Baysound alle ore 10:13 | link | commenti (2)
categorie: magic moment