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sabato, 25 marzo 2006

Come & Dove

Shanghai 

Adesso bisognava abituarsi ad essere un italiano qualunque tra tanti italiani affamati  e impazienti a mettersi addosso la loro veste di profughi. E anche a sentirsi soli e a sentir il peso della parola “abbandono”. 

I miei collaboratori erano partiti e le giornate che mi si aprivano dinnanzi contavano soltanto come il tempo per preparare il “rimpatrio”: la parola prendeva un sapore carnale che ci aiutava a resistere.

Cominciava una vita impoverita e affinata dagli anni della segregazione e dai miei di ospedale, una squallida vita insidiata di accuse e sospetti.

Per affrontare e per preparasi a reagire occorreva dimenticare la felicità dell’infanzia e degli agi e il prestigio e la vanità della carriera.

E cominciare a Shanghai in quello strano odore di tuberose stantie che era quello della mia convalescenza. 

Shanghai

Da “Dopo guerra a Shanghai”

di F.M.Taviani

(ex ambasciatore d’Italia in Cina dal 1938 al 1943)


postato da: Baysound alle ore 16:33 | link | commenti (10)
categorie: lost in shanghai