La consapevolezza.....l'evidenza a milioni di anni luce di distanza dalla terra ormai spazzata via dai Vogon

Fece una pausa.
- sapete, terrestre, i topi sono davvero degli esseri pandimensionali particolarmente furbi ed estremamente intelligenti.
Il vostro pianeta e la vostra gente costituivano la matrice di un computer organico con un programma di ricerca della durata di dieci milioni di anni…....
Lasciate che vi racconti tutta la storia. Non ci vorrà molto tempo.
- Il tempo – disse con un filo di voce Arthur – in questo momento non è per me un dei problemi più importanti.
Centro di gravità nell’ombelico di un malefico topo

- Che ingegnosità… - disse Slartibarfast. – Non si può fare a meno di ammirarli.
- Cosa? (ancora l'umano quasi non capisce)
- Quale modo migliore per mascherare la loro vera natura, e quale modo migliore per dirigere il loro pensiero?
Correre per un labirinto scegliendo la strada sbagliata, mangiare il pezzo di formaggio sbagliato, crepare inaspettatamente di mivomoatosi…Se tutto questo è calcolato assai ingegnosamente, l’effetto cumulativo è enorme. E così è stato.

(DA DAAAAAM!)
Non si vuole proprio capire
Arthur meditò un attimo su quell'affermazione, poi s’illuminò.
- Ah! – esclamò. – adesso ho capito! Si tratta di un qui pro quo. Vedete, le cose non stanno come dite. In realtà, eravamo noi a fare esperimenti su di loro. Erano spesso usati per lavori di ricerca sul comportamento, cose tipo i riflessi di Pavlov e quella roba là. Succedeva così che i topi venivano ai più svariati test, come imparare a suonare campanelli, percorrere labirinti eccetera: tutte cose che servivano all’uomo per capire a fondo la natura del processo di apprendimento. Osservando il loro comportamento, noi riuscivamo a sapere moltissime cose sul nostro…
Arthur si interruppe.....

La rivelazione.......ovvero (dopomiliardidianniluceeungirodizapping)
Una sola parola urlava la sua assurdità nella mente di Arthur:
- Topi?
- Si, terrestre.
- Scusate, ma stiamo parlando di quei cosini bianchi e pelosi che vanno matti per i formaggio e che nei fumetti dei primi anni Sessanta spaventavano le donne, facendone urlare e saltare sul tavolo?
Slartibartfast su schiarì la voce.
- Terrestre – disse –a volte è difficile seguire i vostri discorsi. Ricordatevi che io ho dormito per cinque milioni di anni nelle viscere di Magrathea, e che so ben poco di quei fumetti dei primi anni sessanta di cui parlate.
Le creature chiamate topi non sono affatto ciò che appaiono, capite?
Sono soltanto l’estensione nella nostra dimensione di essere pan-dimensionali eccezionalmente intelligenti.
Tutta la storia del formaggio e degli squittii è solo una facciata.
Il vecchio fece una pausa, aggrottò la fronte con aria comprensiva e continuò.
- Ho paura che abbiano fatto esperimenti su di voi.
L' auto negazione......ovvero (quandoancoraildigitaleterrestrenonavevaraggiuntotuttalagalassia)
- Sentite – lo interruppe Arthur – non vi risparmierei forse un mucchio di tempo se semplicemente lasciassi perdere e impazzissi subito?
Per un po’ l’aeromobile volò in un silenzio imbarazzato. Poi il vecchio cercò con pazienza di dare delle spiegazioni.
- Terrestre, il pianeta si cui voi abitavate era stato ordinato e pagato dai topi, che lo gestivano. Fu distrutto cinque minuti prima che fosse compiuto lo scopo per il quale era stato costruito, per cui adesso ne dobbiamo costruire una copia.
Tutto è partito dalla Norvegia….....
“State dicendomi” azzardò Arthur, scandendo le parole e cercando di mantenere la calma “ che voi a suo tempo avete fabbricato la terra?
- Oh si! – esclamò Slartibartfast. – Siete mai stato….in un posto che credo fosse chiamato Norvegia?
- No - disse Arthur. – No, non ci sono mai stato.
- Peccato – disse Slartibarfast – era una delle mie creazioni. Sapete, mi ha fatto vincere anche un premio. Ah, che belle coste frastagliate avete fatto! Sono rimasto davvero sconvolto quando ho saputo della distruzione del pianeta.
- Figuratevi come sono rimasto io!
- Già. Fosse accaduto cinque minuti più tardi, non avrebbe poi avuto tanta importanza. E’ stato un bel casino, invece, così.
- Eh? – fece Arthur.
- Si. I topi erano furiosi.
- I topi erano furiosi?
- Eh, si – ribadì il vecchio.
- Ah bè, si, immagino che lo fossero anche i cani e i gatti e gli ornitorinchi, ma…
- ma mica avevano pagato e fatto l’ordinazione, loro…
Preludio alle lobbies di potere
In effetti, c’era una sola specie, sul pianeta, più intelligente dei delfini: era una specie che passava la maggior parte del tempo nei laboratori di ricerca sul comportamento, a correre in tondo dentro delle ruote e a condurre esperimenti estremamente fini e complessi sull’uomo.
Il fatto che ancora una volta l’uomo dimostrasse di fraintendere completamente il rapporto con un'altra specie era pienamente in conformità coi piani degli esseri più intelligenti della terra.
E’ importante e risaputo che le cose non sempre sono ciò che appaiono.

Per esempio, sul pianeta Terra gli uomini hanno sempre ritenuto di essere più intelligenti dei delfini. Sostenevano infatti che mentre loro avevano inventato un sacco di cose, come la ruota, New York, le guerre eccetera, i delfini non avevano fatto altro che sguazzare nell’acqua divertendosi.
Al contrario, i delfini sapevano da tempo dell’imminente distruzione della terra e avevano tentato più volte di avvertire l’umanità dell’incombente pericolo; ma i loro messaggi erano stati fraintesi e interpretati come divertenti tentativi di dare calci a palle da football o di fischiare per avere bocconcini prelibati.
Così alla fine i delfini rinunciarono e se ne andarono dalla terra coi propri mezzi, poco prima che arrivassero i Vogon.
L’ultimissimo messaggio lanciato dai delfini fu interpretato come un tentativo estremamente raffinato di fare un doppio salto mortale all’indietro dentro un cerchio, fischiettando nel contempo la bandiera a stelle e strisce; in realtà,
il messaggio diceva “Addio e grazie per tutti quei pesci”.
Guida galattica per gli autostoppisti alla voce segnali di fumo